Il coraggio di cambiare

Rivisitazione personale del film "il diavolo veste Prada"

Questa mattina mi sono svegliata ripensando al film visto ieri sera. Avete presente quando capita di rivedere un film già visto, uno di quelli "cult" che si conoscono a memoria? ecco... ieri ho rivisto IL DIAVOLO VESTE PRADA, un classico ma sempre bello. 

La cosa strana è stata che l'ho rivisto con occhi molto diversi, mi sono ritrovata a sostenere parti e teorie che non avevo mai visto o vissuto prima. Magari anche questo capita spesso a tanti di noi, ma questa volta mi sono proprio sorpresa per la distanza dei punti di vista tra la me di oggi e la me di poco tempo fa.

Prima vedevo la protagonista, Andrea,  come una ragazza ingenua e pulita che cerca di fare la cosa giusta ma data la sua inesperienza viene fagocitata in un mondo che tenta di trasformarla in una persona che non è, molto distante da lei.

Ieri invece non ho visto una ragazza ingenua, ma una ragazza molto coraggiosa che cerca di fare la cosa giusta, nonostante gli amici, il fidanzato e la famiglia cerchino di fermarla, giudicandola senza ascoltarla e, per la prima volta, mi sono ritrovata a pensare che non la capivano, che non la ascoltavano veramente, avrei voluto difendere il suo punto di vista.

C'è un momento dove si sente sola, senza i suoi punti fermi, ma decisa a continuare, anzi si lega a livello affettivo a questo mondo tanto distante da lei, perché riesce a mettersi veramente in ascolto delle persone che ha di fronte.

Una volta Andrea giudicava questo mondo con critiche e pregiudizi, ma, dopo essersi messa in ascolto, anche a fronte di una profonda sofferenza, si arricchisce di una conoscenza che non aveva e diventa una persona migliore.

Oggi io vedo la protagonista come una ragazza che cerca fino in fondo di mantenere una coerenza con se stessa, nonostante tutto il mondo attorno a lei le dica di fare altro, e nonostante il rischio molto alto di sbagliare (sensazione che si ha spesso quando le persone di cui ti fidi di dicono che stai sbagliando).

Alla fine decide, sempre per una coerenza interiore, di lasciare il mondo nel quale era entrata, in quanto entra in contatto con aspetti sempre più profondi di questo mondo che non possono coesistere dentro di lei, proprio nel momento in cui veniva accolta e riconosciuta dai membri del nuovo gruppo sociale.

E' una bella storia perché è una bella persona quella che va oltre i pregiudizi, che sono insiti in tutti noi, spesso consolidati anche dall'ambiente in cui viviamo e dalle persone che ci circondano e di cui ci fidiamo.

E' bella anche perché racconta che a volte mondi distanti si possono avvicinare, se non ci si ferma agli ostacoli che i pregiudizi costruiscono.

Racconta anche che la chiave per abbattere le barriere che noi stessi ci costruiamo e che ci impediscono di allargare il nostro mondo è quella di mettersi in ascolto, un ascolto vero e profondo (che spesso fa male perché produce un cambiamento).

Infine è una bella storia perché  è bello osservare una persona che protegge la sua integrità a fronte di rinunce di vantaggi economici e professionali, e dopo che aveva perso tutto  decide di lasciare il mondo nel quale era entrata, facendo  una scelta assolutamente inconcepibile nell'ottica delle regole del mercato della nostra società.

Forse questa bella storia è troppo bella... è un film... ma in fondo mi fa bene al cuore.

 

 

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